Glossario

Il presente glossario fornisce una sintetica definizione dei termini più frequentemente usati quando si trattano le tematiche dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, allo scopo di offrire un vocabolario condiviso.

Le voci del glossario non seguono l’ordine alfabetico ma uno sviluppo tematico.

SESSO: le caratteristiche biologiche e anatomiche del maschio e della femmina, determinate dai cromosomi sessuali.

GENERE: categoria sociale e culturale costruita sulle differenze biologiche dei sessi (genere maschile vs. genere femminile).

IDENTITÀ DI GENERE: la percezione di sé come uomo o come donna o in come categoria non definita.

DISFORIA DI GENERE: espressione usata dalla medicina per descrivere una forte e persistente identificazione con il sesso opposto a quello biologico, altrimenti detta disturbo dell'identità di genere.

RUOLO DI GENERE: l'insieme delle aspettative e dei modelli sociali che determinano il come gli uomini e le donne si debbano comportare in una data cultura e in un dato periodo storico.

ORIENTAMENTO SESSUALE: la direzione dell'attrazione affettiva e sessuale verso altre persone: può essere eterosessuale, omosessuale o bisessuale.

ETEROSESSUALE: persona attratta sul piano affettivo e sessuale da persone dell'altro sesso.

OMOSESSUALE: persona attratta sul piano affettivo e sessuale da persone dello stesso sesso.

BISESSUALE: persona attratta sul piano affettivo e sessuale da persone di entrambi i sessi.

LESBICA: donna omosessuale.

GAY: uomo omosessuale (il termine viene usato anche per indicare le donne omosessuali nei Paesi di lingua anglosassone).

TRANSESSUALE: persona che sente in modo persistente di appartenere al sesso opposto e, per questo, compie un percorso di transizione che generalmente si conclude con la riassegnazione chirurgica del sesso. Il termine si declina al femminile (“la” transessuale) per indicare persone di sesso biologico maschile che sentono di essere donne (MtF - Male to Female) e al maschile (“il” transessuale) per indicare persone di sesso biologico femminile che sentono di essere uomini (FtM - Female to Male).

TRANSGENDER: termine “ombrello” che comprende tutte le persone che non si riconoscono nei modelli correnti di identità e di ruolo di genere, ritenendoli troppo restrittivi rispetto alla propria esperienza.

TRAVESTITO: persona che abitualmente indossa abiti tipici del sesso opposto, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale o identità di genere.

DRAG QUEEN / DRAG KING: uomo che si veste da donna (queen) o donna che si veste da uomo (king) accentuandone le caratteristiche con finalità artistiche o ludiche.

INTERSESSUALITÀ: condizione della persona che, per cause genetiche, nasce con i genitali e/o i caratteri sessuali secondari non definibili come esclusivamente maschili o femminili.

LGBT: acronimo di origine anglosassone utilizzato per indicare le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender. A volte si declina anche come LGBTIQ, comprendendo le persone che vivono una condizione intersessuale e il termine queer.

QUEER: termine inglese (strano, insolito) che veniva usato in senso spregiativo nei confronti degli omosessuali. Ripreso più recentemente in senso politico/culturale, e in chiave positiva, per indicare tutte le sfaccettature dell’identità di genere e dell’orientamento sessuale, rifiutandone al tempo stesso le categorie più rigidamente fissate ancora presenti nel termine LGBT e rivendicandone il superamento.

COMING OUT: espressione usata per indicare la decisione di dichiarare la propria omosessualità. Deriva dalla frase inglese coming out of the closet (uscire dal ripostiglio), cioè uscire allo scoperto, venir fuori. In senso più allargato il coming out rappresenta tutto il percorso che una persona compie per prendere coscienza della propria omosessualità, accettarla, iniziare a vivere delle relazioni sentimentali e dichiararsi all'esterno.

OUTING: espressione usata per indicare la rivelazione dell'omosessualità di qualcuno da parte di terze persone senza il consenso della persona interessata. Spesso viene usato erroneamente (“… ha fatto outing”) per indicare la rivelazione volontaria del proprio orientamento sessuale (che invece si denomina coming out).

VISIBILITÀ: è il risultato del percorso di autoaccettazione che permette a una persona omosessuale di vivere la propria identità alla luce del sole.

ETEROCENTRISMO: indica la centralità culturale dell’eterosessualità nella società, non come norma imposta, ma come consuetudine e discorso dominante.

ETERONORMATIVITÀ: imposizione dell’eterosessualità come norma, in quanto unico orientamento sessuale culturalmente e socialmente legittimato.

ETEROSESSISMO: tendenza a discriminare e negare comportamenti, identità, soggetti e relazioni non eterosessuali.

OMOFOBIA: il pregiudizio, la paura e l'ostilità nei confronti delle persone omosessuali e le azioni che da questo pregiudizio derivano. Può portare ad atti di violenza nei confronti delle persone omosessuali. Il 17 maggio è stato scelto a livello internazionale come la Giornata mondiale contro l'omofobia, in ricordo del 17 maggio 1990 quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) eliminò l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.

TERAPIE RIPARATIVE: dette anche “terapie di conversione”, “terapie di riorientamento” o “terapie ex-gay”, costituiscono una sedicente forma di psicoterapia volta a “cambiare” l’orientamento da “omosessuale” a “eterosessuale”, partendo dal pregiudizio che l’omosessualità sia una patologia e che l’eterosessualità sia la “meta naturale” dello sviluppo psicosessuale. Sono chiaramente basate su premesse ideologico-religiose e non clinico-scientifiche. Come dimostrato dagli studi empirici, non solo non ottengono il risultato voluto, ma possono causare gravi danni all’individuo. Pertanto queste “terapie” sono state bandite dalle più autorevoli organizzazioni internazionali per la salute mentale.

OMOFOBIA INTERIORIZZATA: forma di omofobia spesso non cosciente, risultato dell'educazione e dei valori trasmessi dalla società, di cui a volte sono vittime le stesse persone omosessuali.

DON'T ASK, DON'T TELL: espressione che si riferisce alla regolamentazione dell’accesso delle persone omosessuali nell’esercito statunitense, introdotta nel 1993 all’inizio del governo Clinton. Con questa norma l’esercito perdeva la possibilità di indagare sull’orientamento sessuale dei militari (don’t ask, non chiedere) ma, al tempo stesso, questi non potevano dichiararlo (don’t tell, non dire). In altre parole, le persone omosessuali potevano entrare a far parte dell’esercito solo se non erano apertamente gay o lesbiche. La norma ha smesso di essere in vigore dal 20 settembre 2011 per decreto del governo Obama. In senso lato, l’espressione don’t ask, don’t tell può essere utilizzata anche in altri contesti per indicare la scelta, più o meno consapevole e/o volontaria, di non parlare dell’orientamento sessuale, non rivelando il proprio e non chiedendo quello degli altri.

OMONEGATIVITÀ: il termine omofobia oggi è in parte superato e sostituito con il termine omonegatività per indicare che gli atti di discriminazioni e violenza nei confronti delle persone omosessuali non sono necessariamente irrazionali o il frutto di una paura, ma piuttosto l’espressione di una concezione negativa dell’omosessualità che nasce da una cultura e una società eterosessista.

BIFOBIA: indica l’avversione verso la bisessualità e le persone bisessuali che vengono viste come fortemente promiscue, indecise, con una “doppia vita”.

TRANSFOBIA: il pregiudizio, la paura e l'ostilità nei confronti delle persone transessuali e transgender (e di quelle viste come trasgressive rispetto ai ruoli di genere) e le azioni che da questo pregiudizio derivano. La transfobia può portare ad atti di violenza nei confronti delle persone transessuali e transgender. Il 20 novembre è riconosciuto a livello internazionale come il Transgender Day of Remembrance (T-DOR) per commemorare le vittime della violenza transfobica, in ricordo di Rita Hester, il cui assassinio nel 1998 diede avvio al progetto Remembering Our Dead.

TRANSFOBIA INTERIORIZZATA: forma di transfobia spesso non cosciente, risultato dell'educazione e dei valori trasmessi dalla società, di cui a volte sono vittima le stesse persone transessuali.

PRIDE: espressione che indica la manifestazione e le iniziative che si svolgono ogni anno in occasione della Giornata mondiale dell'orgoglio LGBT, nei giorni precedenti o successivi alla data del 28 giugno, che commemora la rivolta di Stonewall, culminata appunto il 28 giugno 1969. I cosiddetti moti di Stonewall furono una serie di violenti scontri fra persone transgender e omosessuali e la polizia a New York. La prima notte degli scontri fu quella di venerdì 27 giugno 1969, quando la polizia irruppe nel locale chiamato Stonewall Inn, un bar gay in Christopher Street, nel Greenwich Village. "Stonewall" (così è di solito definito in breve l'episodio) è generalmente considerato da un punto di vista simbolico il momento di nascita del movimento di liberazione LGBT moderno in tutto il mondo. Il regista Nigel Finch ne ha tratto l’omonimo film nel 1995. Sui movimenti per i diritti gay segnaliamo anche il film Milk diretto da Gus Van Sant nel 2008.

Per la redazione delle definizioni sono stati consultati i glossari presenti in:

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